Formaldeide, nuovi limiti

Pubblicato il 17 luglio, il Regolamento 1464/2023, con il quale la Commissione Europea introduce delle nuove restrizioni nell’allegato XVII del regolamento REACH in relazione all’immissione sul mercato di articoli contenenti una certa concentrazione di formaldeide.

Le nuove restrizioni sull’uso della formaldeide e sul rilascio di formaldeide da miscele e articoli, si inseriscono all’interno di un percorso avviato da alcuni anni dall’ ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche) che ha condotto l’Unione Europea nel 2016, a classificare la sostanza come cancerogena.

Cos’è la formaldeide?

La formaldeide è un composto organico volatile (COV) presente in natura sotto forma di gas incolore. È inodore e solubile in acqua e viene prodotta mediante ossidazione catalitica del metanolo. La formula chimica della formaldeide, la più semplice delle aldeidi, è CH2O.

La formaldeide è presente come prodotto naturale in numerosi sistemi viventi e nell’ambiente. Si rinviene naturalmente nei cibi, nella frutta e come metabolita endogeno nei mammiferi, prodotto dal metabolismo ossidativo.

In aggiunta a queste fonti naturali essa deriva da processi di combustione, per esempio con l’emissione veicolare, impianti di produzione di energia da combustione e/o termovalorizzazione, fiamme libere e fumo di tabacco, ecc..

La formaldeide è inoltre utilizzata come intermedio nella produzione di resine, materiali termoplastici e altre sostanze chimiche, a loro volta utilizzate in una vasta gamma di applicazioni:

  • industria del legno;
  • materiali da costruzione (vernici, pitture);
  • cosmetici;
  • tessili;
  • prodotti ad uso medico/sanitario.

Formaldeide: Effetti sulla salute

La formaldeide è classificata dal 2016 come agente chimico di Categoria 1b, modificando la frase di rischio da “H351: Sospettato di provocare il cancro” a “H350: Può provocare il cancro”.

L’esposizione più significativa risulta quella per via inalatoria in quanto il 90% circa di formaldeide aero-dispersa viene assorbita dal tratto respiratorio superiore causando irritazione delle mucose, degli occhi, della gola e del tratto respiratorio.

Alla luce del nuovo Regolamento, che individua nell’appendice 14 le condizioni di prova per la misurazione della concentrazione di formaldeide nell’aria, saranno adottati i seguenti nuovi criteri:

Dopo il 6 agosto 2026 non sarà ammessa l’immissione sul mercato di articoli la cui concentrazione di formaldeide è superiore a:

  • 0,062 mg/m3per i mobili e gli articoli a base di legno;
  • 0,080 mg/m3per gli articoli diversi dai mobili e dagli articoli a base di legno.

Dopo il 6 agosto 2027 non sarà ammessa l’immissione sul mercato in veicoli stradali, di articoli la cui concentrazione di formaldeide è superiore a 0,062 mg/m3

 È evidente la volontà di proteggere la popolazione in generale della possibile esposizione alla formaldeide, quando questo non è determinata da cause precise, come nel caso di esposizioni lavorative in settori notoriamente più esposti (sanitario, industria ecc).

Per quest’ultimi vige infatti un obbligo di valutazione specifica del rischio chimico e cancerogeno, con determinazione di azioni di prevenzione e protezione specifiche, secondo quanto stabilito dal D. Lgs. 81 del 2008 nel Capo II del Titolo IX relativo alla “Protezione da agenti cancerogeni e mutageni“. Nello specifico si definiscono:

lavoratori esposti ad agenti cancerogeni quelli che operano in ambienti in cui l’esposizione ad agenti cancerogeni e/o mutageni potrebbe risultare superiore a quello della popolazione generale o superiore ai Valori di Riferimento/Limite per quell’agente.

lavoratori potenzialmente esposti ad agenti cancerogeni quelli per i quali l’esposizione ad agenti cancerogeni e/o mutageni risulta superiore a quello della popolazione generale, solo per eventi imprevedibili e non sistematici.

In presenza di esposizione sarà necessario effettuare la misura delle concentrazioni ambientali di formaldeide utilizzando tecniche e modalità di campionamento validate nei processi produttivi in cui è presente la formaldeide come materia prima, impurezza o prodotto secondario della lavorazione, al fine di definire l’effettiva esposizione e istituire il registro dei cancerogeni.

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