Il Natale è sicuramente il momento in cui la propensione al consumo è maggiore, e per questo motivo si alza la soglia di attenzione sul rispetto della sicurezza dei prodotti messi in commercio a tutela della salute dei consumatori. In campo alimentare le preoccupazioni maggiori sono rivolte alle frodi commerciali, azioni fraudolente sugli alimenti o sulle loro confezioni che, pur non determinando un concreto e immediato danno per la salute pubblica, favoriscono illeciti profitti a danno dei consumatori.
La consapevolezza e l’informazione da parte dei consumatori giocano un ruolo fondamentale, l’acquisto di determinati prodotti scelti con criteri di conoscenza aiutano ad evitare l’immissione in commercio e conseguente acquisto di prodotti che possono nuocere alla salute.
Le frodi commerciali possono distinguersi in:
- SOFISTICAZIONE: un’operazione che consiste nell’aggiungere all’alimento sostanze estranee che ne alterano l’essenza, corrompendo o viziando la composizione naturale e simulandone la genuinità con lo scopo di migliorarne l’aspetto o di coprirne difetti (ad. Esempio mozzarella trattata con perossido di benzoile per “sbiancarla”, salsiccia fresca trattata con additivo a base di anidride solforosa per renderla di colore rosso);
- ADULTERAZIONE: tutte le operazioni che alterano la struttura originale di un alimento mediante sostituzione di elementi propri dell’alimento con altri estranei, ovvero con la sottrazione di elementi propri dell’alimento, o ancora, con l’aumento della quantità proporzionale di uno o più dei suoi componenti. Le adulterazioni hanno riflessi non solo commerciali ma anche igienico-nutrizionali e, in alcuni casi, di GRAVE pericolo per la salute pubblica (ad esempio aggiungere alcool metilico al vino, aggiungere acqua agli alimenti);
- CONTRAFFAZIONE: formare ex novo un alimento con l’apparenza della genuinità in quanto prodotto con sostanze diverse, per qualità o quantità, da quelle che normalmente concorrono a formarlo (ad esempio olio di semi venduto per olio di oliva, marchi contraffatti);
- ALTERAZIONE: modifica della composizione originaria di una sostanza a causa di fenomeni degenerativi spontanei, determinati da errate modalità o eccessivo prolungamento dei tempi di conservazione.
Gli alimenti più soggetti a frodi alimentari sono il vino, i prodotti della pesca, l’olio e i prodotti enogastronomici a marchio registrato (es. prosciutto di parma, grana padano ecc).
Per fare alcuni esempi che possono aiutare a comprendere di cosa si tratta, per il vino la frode principale riguarda l’aggiunta di zuccheri diversi da quelli provenienti dall’uva e sottoprodotti vinosi, quali vini anomali, ultratorchiati, feccie e additivi ad uso enologico non consentiti. Oppure l’utilizzo di uve da tavola non adatte alla vinificazione per la produzione di vini venduti poi come I.G.T., D.O.C. o D.O.C.G.. Per i prodotti della pesca invece, la frode più diffusa riguarda la vendita di prodotti scongelati per freschi o la vendita di prodotti di allevamento per prodotti catturati in mare.
Indipendentemente dall’alimento in questione, le frodi alimentari costituiscono dei veri e propri reati a danno della salute del consumatore e dell’economia del settore.
Per questi motivi oltre ai controlli svolti dagli organi competenti, i consumatori in qualità di parte attiva possono contribuire alla prevenzione e lotta delle frodi commerciali attraverso:
- la lettura delle etichette, facendo attenzione all’origine dei prodotti. Le etichette più corrette sono quelle che forniscono chiare indicazioni sulla provenienza degli alimenti, sul marchio, sul processo produttivo e sull’origine delle materie prime utilizzate. Per i prodotti di origine estera, l’etichetta deve recare informazioni chiare e precise nella lingua di commercializzazione del paese.
- la conoscenza dei marchi riconosciuti:
DOP “Denominazione di Origine Protetta”: indica il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese e serve a specificare se un prodotto agricolo o alimentare è originario di tale posto e se le sue qualità o caratteristiche sono dovute essenzialmente all’ambiente geografico da cui proviene. Affinché un prodotto sia riconosciuto a marchio DOP la produzione e la trasformazione devono avvenire nella stessa area geografica.
IGP “Indicazione Geografica Tipica”: è un marchio di origine che viene attribuito dall’Unione europea a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali la reputazione o un’altra caratteristica dipende dall’origine geografica. Per ottenere la IGP quindi, almeno una fase del processo produttivo deve avvenire in una particolare area.
STG “Specialità Tradizionali Garantite”: si identificano quei prodotti agroalimentari, non legati nello specifico ad un territorio, ma tali che si caratterizzano per il metodo di produzione tipico tradizionale.
